BWC2018 a Torino: implicazioni economiche dell’evento

Stefano Duglio è Ricercatore presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino e fa parte del Team di Ricerca coordinato da Riccardo Beltramo. Stefano si occupa dal 2001 di sostenibilità nel comparto turistico.

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Stefano, cosa vuol dire occuparsi di sostenibilità nel turismo?

Bella domanda, non credo basterebbe una tesi di dottorato per rispondere….. Diciamo, molto sinteticamente, che occuparsi di sostenibilità nel turismo vuol dire innanzitutto cercare di comprendere le relazioni fra l’attività turistica e l’ambiente, ossia analizzare i processi turistici e valutarne le implicazioni che non sono esclusivamente sull’ambiente naturale, ma devono tenere in considerazione anche i risvolti sociali ed economici delle attività.

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E questo è applicabile anche al BWC 2018?

Direi proprio di sì! L’evento, pur nella sua particolarità, si può categorizzare in quel filone di ricerche che concernono il “turismo sportivo”, seppur con dei distinguo in quanto la manifestazione è allo stesso tempo sportiva – con un certo tasso di competizione fra i partecipanti, mi dicono -  e ludica. In ogni caso, è sicuramente un evento turistico che richiamerà un discreto numero di appassionati da tutta Italia. Diciamo che per noi rappresenta un interessante banco di prova per applicare in un contesto piccolo ma complesso delle metodiche di ricerca che abbiamo già impiegato in passato e che chiaramente necessitano di una contestualizzazione al caso specifico.

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In particolare, dove avete operato?

Se mi chiedi in generale sui nostri studi sul turismo responsabile e sostenibile, beh, direi dappertutto! Riccardo (Beltramo, ndr) ha “fondato” questo filone nel 1998, quando eravamo ancora Dipartimento di Scienze merceologiche. Siamo tutti appassionati di montagna e le nostre ricerche ci hanno consentito di operare un po’ in tutto l’arco alpino, dalla Valle d’Aosta al Trentino passando chiaramente il per il nostro Piemonte, ma abbiamo avuto modo (e la fortuna) di svolgere ricerche anche all’estero, nel 2003 in Nepal ad esempio.

Se invece mi chiedi più in particolare sul turismo sportivo ed eventi, allora ti cito il nostro ultimo studio a cui ha già accennato Riccardo sulle ricadute economiche e ambientali di attività sportive come lo Skyrunning. Ma se devo pensare a qualcosa di davvero speciale, senza dubbio l’indimenticabile “Spedizione K2 2004 – 50 anni dopo” del 2004 dove ci siamo occupati delle implicazioni ambientali della spedizione. Con Riccardo ci siamo dati il cambio al campo base del K2 in Pakistan in modo da presidiarlo per tutta la durata della spedizione: quasi 3 mesi sul campo!

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In che cosa consiste l’attività che svolgerete durante il BWC Torino?

Vorremmo coinvolgere i partecipanti alla gara (i cosiddetti turisti sportivi attivi) con un questionario che mira ad analizzare due aspetti. Innanzitutto le implicazioni economiche dell’evento sul contesto locale; mi spiego: essendo il BWC Torino l’unica tappa italiana i partecipanti verranno da tutta Italia, potrebbero esser accompagnati da amici o famiglia e presumibilmente si fermeranno più giorni. Ci interessa capire quale sia la ricaduta economica su alcune voci di spesa (pernottamento, ristorazione, …) della loro presenza a Torino per verificare se e in che misura il BWC è stato un volano per il territorio.

Allo stesso tempo ci interessa verificare anche il loro carico ambientale. Di per sé il BWC Torino è “a basso impatto” essendo una competizione ciclistica, ma se i partecipanti sono arrivati a Torino in aereo o in treno le implicazioni ambientali indirette generate dall’evento sono differenti.

Ecco, ci piacerebbe, senza pretese di perfezione, di poter dare degli spunti su questi temi che potrebbero essere di interesse per l’organizzazione, anche in previsione di futuri impegni.

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